Recensioni

QUANDO IL MIO BAMBINO SI E' AMMALATO

Un libro-viaggio indica la rotta ai genitori dei bambini malati di cancro

21 Giugno 2020 di Monica Triglia

C’è un libro coraggioso che tratta un tema duro. Si intitola Quando il mio bambino si è ammalato (San Paolo) ed è uno strumento importante per quei genitori che si trovano a dover affrontare una delle prove più difficili: il cancro che colpisce un loro figlio.

Gli autori sono Carlo Alfredo Clerici e Francesca Nichelli.

https://www.allonsanfan.it/2020/06/21/libro-clerici-nichelli/

UN LIBRO DI STORICA ATTUALITÀ: LA SFIDA, DI CARLO PATRIARCA

Sentendo parlare di parallelismi e differenze con i tempi della Spagnola, in questo periodo può giovare la lettura del libro La Sfida di Carlo Patriarca, edito da Rizzoli.

Milanese di adozione, classe 1960, Carlo Patriarca è autore de Il campo di battaglia è il cuore degli uomini (Neri Pozza, 2013) e La Sfida (Rizzoli, 2018), libro che nell’ottobre 2019 ha vinto ex-aequo il Premio Internazionale Città di Como come miglior romanzo storico.

https://www.sopravviverealcoronavirus.com/2020/03/06/carlo-patriarca-la-sfida-ai-tempi-del-coronavirus/?fbclid=IwAR3KQkuy6_STgvU5UD_GLMFWo61RR72X7cTIYS40sxpIG61jY01f5ltyif0

UN LIBRO SULLE SEPARAZIONI E IL DIVORZIO NEL RISPETTO DEI FIGLI

E' disponibile il volume "I miei genitori si dividono. E io? Separarsi e divorziare tutelando se stessi e i figli" di Armando Cecatiello e Carlo Alfredo Clerici. Edizioni Red!

Vivere felicemente una separazione. È forse un desiderio di chiunque affronti nella vita questo evento difficile. Questo libro propone una ricetta di sicuro successo sulla base delle più recenti prospettive legali e psicologiche. Nelle sue pagine fornisce infatti ai genitori che desiderano proteggere i figli dai possibili effetti della separazione, del divorzio e della cessazione della convivenza informazioni, consigli e strumenti pratici per porre fine alla vita di coppia nel modo migliore.

Ogni capitolo di questo libro è di semplice lettura ma è estremamente aggiornato ed efficace grazie all’esperienza degli autori; sono trattati gli argomenti più complessi e le questioni più importanti per i minori che si trovano in queste situazioni. L’obiettivo è offrire al lettore attento alla materia per interesse generale o motivi specifici, strumenti per comprendere e affrontare ciò che accade in una prospettiva di normalità, visto anche il fatto che la separazione è un evento molto comune nella società attuale.

Il volume è anche uno strumento utile a psicologi, assistenti sociali e formatori per affrontare i temi della separazione, del divorzio e della divisione nelle coppie non sposate.

Gli autori sono un giurista e uno specialista della salute mentale. Armando Cecatiello, avvocato matrimonialista del foro di Milano, da vent’anni si occupa di separazioni e divorzi in ambito giudiziale e stragiudiziale. Ha grande esperienza di ogni questione relativa al diritto di famiglia, dalle più semplici a quelle più complesse, dal punto di vista patrimoniale e relazionale, come quelle caratterizzate da violenze intra familiari.

Carlo Alfredo Clerici, medico specialista in psicologia clinica, psicoterapeuta, ricercatore di Psicologia generale presso l’Università degli Studi di Milano, da oltre vent’anni si occupa fra l’altro, dal punto di vista medico e della ricerca, di salute mentale in età evolutiva.

LA PSICOLOGIA CLINICA IN OSPEDALE. CONSULENZA E MODELLI D'INTERVENTO

Com'è possibile aiutare psicologicamente i pazienti con malattie fisiche durante le cure ospedaliere?

E questo lavoro funziona davvero ed è sostenibile nel servizio sanitario pubblico?

Questi sono alcuni tra gli interrogativi a cui cerca di rispondere il volume. Dedicato alla consulenza per la salute mentale in ospedale, offre gli strumenti per conoscere e comprendere la sofferenza che si accompagna alla malattia in un'ottica inedita e integrata, fisiopatologica, psicopatologica, psico-logica e relazionale. L'attività di psicologia clinica in ospedale è analizzata come punto d'incrocio fra soggettività del paziente e dell'equipe, oggettività della malattia e aspetti economici e culturali delle istituzioni.

Il lettore è accompagnato lungo un itinerario che, in modo innovativo, muove dai dati storici sul complesso dialogo fra psicologia clinica e medicina, affronta questioni teoriche come l'integrazione di prospettive cliniche multidisciplinari, per trattare infine le tecniche di consultazione e supporto applicabili in ospedale, sempre alla luce di casi ed esperienze cliniche reali. Il volume è uno strumento di formazione universitaria ma rappresenta anche una preziosa occasione di approfondimento e aggiornamento per tutti i professionisti della salute (psicologi e psicoterapeuti, medici e operatori sanitari attenti alla dimensione psicologica dei pazienti affetti da malattie organiche). I proventi dei diritti d'autore saranno devoluti all'Associazione Bianca Garavaglia che opera per l'aiuto e il sostegno di iniziative nel campo dei tumori dell'età pediatrica.

Questi i riferimenti del libro: Clerici CA, Veneroni L. La psicologia clinica in ospedale. Consulenza e modelli d'intervento. Il Mulino, Bologna 2014.

Disponibile in liberia e su Amazon

PSICOPATOLOGIA E RAGIONAMENTO CLINICO

“Un’idea, un concetto, un’idea,

finché resta un’idea,

è soltanto un’astrazione”

(Giorgio Gaber. Un’idea, 1972)


L'esergo vuole essere un’introduzione, una via per entrare in contatto con questo libro. Esso ha in sé due tipi di metamorfosi che coinvolgono il concetto di idea: la prima, se vogliamo più immediata e già compiuta, è quella di vedere nella fisicità del volume recensito la concretizzazione delle idee che in questi anni hanno attraversato la mente dell’A. La seconda fa invece riferimento ad un aspetto più implicito, più sottile, ovvero l’importanza di cogliere la forza generatrice delle idee contenute in questo testo, affinché divengano feconde nella pratica clinica. Si può affermare con certezza che questo libro di Cesare Albasi riuscirà sicuramente a compiere anche questo secondo cambiamento, divenendo così punto di riferimento per molti psicologi e psicoterapeuti.

L’A. è psicologo, psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico relazionale di bambini, adolescenti e adulti, e ricercatore in Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Torino, e insegna in numerose scuole di Psicoterapia, sia ad orientamento Psicoanalitico, sia sistemico che cognitivista. Questa breve presentazione è fondamentale per capire la sua apertura al confronto costruttivo con altri orientamenti, confronto che ritroviamo anche nella quinta parte del libro. In essa vengono esposte, come arricchimento delle riflessioni sulla psicopatologia e sul ragionamento che l’accompagna, due prospettive teoriche: l’approccio cognitivista e quello sistemico relazionale.

Entriamo ora nel vivo della recensione. Nella parte iniziale testo ci viene fatto conoscere in modo dettagliato l’ambito in cui l’idea si fa realtà: il contesto della clinica. In esso rientra la comprensione del paziente, di colui che soffre, che porta nell’incontro con il terapeuta la propria soggettività, fondata sulle relazioni vissute, sui significati attribuiti all’esperienza. La singolarità diviene, quindi, l’elemento essenziale che guida il rapporto con il paziente.

In questo incontro, che diviene poi lavoro sul caso, rientra la dimensione del ragionamento, ovvero quell’articolarsi di riflessioni, di passaggi che conducono alla comprensione del funzionamento del paziente. Questo ragionamento si fonda su tre logiche, presentate in modo approfondito dall’A. attraverso un paragone con la semiotica. La prima logica associa la semantica, ovvero lo studio dei termini che usiamo per comunicare al fine di raggruppare quelli che hanno un significato condiviso, alla nosologia, “il paziente ha, quindi, una malattia di cui si può parlare tramite una sorta di dizionario condivisibile da tutti” (pag.19). E’ quindi una modalità di pensare sulla base di somiglianze con categorie e tipi generali. La seconda logica mette a confronto la sintattica, insieme delle regole che normano il combinarsi semantico delle parole, e l’approccio dimensionale alla psicopatologia. In questo caso è possibile affermare come il ragionamento parta da teorie generali sul funzionamento psicopatologico per giungere a riflessioni centrate sulla singolarità del paziente.

La terza e ultima logica è quella che sottende la pragmatica, ovvero il contesto nel quale avviene la comunicazione, e la conoscenza della psicopatologia tramite i livelli impliciti e procedurali del funzionamento mentale. Possiamo dare a questa terza logica una connotazione fortemente relazionale che sembra favorire molto il realizzarsi del tatto psicologico di Ferenczi (1928): questi elementi impliciti permettono al terapeuta di capire il modo di entrare nella relazione e di starci, facendo sentire l’altro accolto, conosciuto, pensato. E ancora osserviamo come questo modo di costruire la relazione con il paziente sia fondamentale per “avvicinarsi e ritirarsi, provando a entrare nella [sua] soggettività”, per poi uscirne e “riflettere sull’esperienza dell’immersione” (McWilliams, 2004; pag.41).

L’esposizione di queste tre logiche conduce anche ad alcune riflessioni su quelli che sono i manuali utilizzati nella pratica clinica. Va osservato infatti come la logica nosografica e quella dimensionale abbiano corrispondenza l’una con il DSM, l’altra con il Manuale Diagnostico Psicodinamico - PDM. Se nel DSM troviamo un appiattimento delle peculiarità del paziente, nel PDM troviamo un’esaltazione di quella che è la sua soggettività. Soggettività che viene letta su tre dimensioni: quella del funzionamento mentale (Asse M), quella della personalità (Asse P) e quella dei pattern sintomatici (Asse S); a quest’ultima è dedicata un’ampia e completa trattazione riguardante l’aspetto descrittivo della psicopatologia (Cap. V, scritto con C. Lasorsa). Soggettività che nasce, si forma e si trasforma in modo continuo all’interno delle relazioni con persone significative. Infatti, essa viene fatta rientrare, a pieno titolo, in quel vasto e dettagliato discorso sulla teoria dell’attaccamento e quindi sui MOI. Di questi ultimi si sottolinea la loro molteplicità: molteplici centri che costruiscono il significato dell’esperienza personale e assimilabili, a livello teorico, ai pattern di personalità dell’Asse P.

È proprio questo raffronto con l’Asse P ad offrirci una lettura della psicopatologia attraverso la lente dei MOI. Pensando ai tre livelli di funzionamento proposti dal Manuale Diagnostico Psicodinamico - PDM, ci viene detto come a livello sano si possa osservare un’integrazione dei vari MOI; a livello nevrotico si possano cogliere dei conflitti tra i diversi MOI che desiderano ottenere il primato di attribuzione di significato all’esperienza e infine al livello borderline scorgiamo dei deficit di funzionamento e di connessione dei MOI.

Per comprendere meglio quest’ultimo livello di funzionamento, l’A. argomenta il concetto di Modello Operativo Interno Dissociato (Albasi, 2006, 2008a, 2008b). I MOID si formano in contesti di attaccamenti traumatici: all’interno della relazione di attaccamento non viene riconosciuta la soggettività dall’altro significante, soggettività che viene confinata in un’altrove, disconnesso dagli altri MOI. Viene inoltre messo in evidenza che i MOID rimangono soltanto ad un livello procedurale; questo accade perché essi non possono offrire soluzioni integrate alla regolazione affettiva, possono solo manifestarsi come azioni prive di significati soggettivi. Il soggetto compie delle azioni suscitate dalla situazione interpersonale e “non sa il perché delle proprie azioni” (Bowlby, 1980, pag 70).

Come esempio paradigmatico di attaccamento traumatico e di formazione dei MOID, l’A. propone l’abuso sessuale intrafamigliare. Il bambino, bisognoso di contattato e tenerezza, è avvicinato dal genitore sessualmente eccitato. Il bambino è spaventato e intimorito. Il genitore esclude dalla sua mente la soggettività del figlio e gli spiega che quello che sta facendo non è altro che una prova d’amore. Nel bambino cresce lo spavento e il timore. L’atto si compie. Tutto nella casa torna normale. Il bambino per continuare a vivere deve confinare quest’esperienza nei MOID “guardiani e custodi” (pag. 206) di questa paradossale vicenda.

Lasciando questi “ladri di soggettività” (pag. 205) e tornando seguire il fil rouge del concretizzarsi dell’idea, si giunge alla presentazione del Questionario sul Funzionamento Mentale e sui livelli di organizzazione della personalità - QFM-27 (Albasi, Lasorsa, Porcellini, 2007; www.pdm-qfm.com ) , sintesi e realizzazione di tutte le riflessioni contenute in questo testo. Possiamo pensare a questo strumento come alla tavolozza del pittore: il clinico è chiamato a fare un ritratto dal vivo, a tratti deciso e a tratti abbozzato, che riesca a rappresentare la soggettività, la singolarità del paziente. Rimanendo nella metafora della pittura, possiamo riferirci alla corrente impressionista e al suo intento di voler cogliere ogni cambiamento nella realtà osservata rifacendo quadri con uguale soggetto ma con piccolissime variazioni; bene, questo è ciò che il QFM-27 permette di fare: la compilazione del questionario e la revisione dello stesso dopo alcune sedute permette di approfondire la valutazione del paziente (ovvero la diagnosi) regalandoci lo stesso ritratto ma sempre diverso, con nuove sfumature di colore.

Recensione di Filippo Mittino


Psicopatologia e Ragionamento clinico. Raffaello Cortina Editore, Milano 2009. Di Cesare Albasi.


Bibliografia

Albasi C., (2006), Attaccamenti traumatici. I Modelli Operativi Interni Dissociati. UTET, Torino 2006.

Albasi C., (2008a), Modelli Operativi Interni Dissociati: una prospettiva relazionale sull’attaccamento, il trauma, la dissociazione. In V. Caretti, G. Craparo, (a cura di), (2008), Trauma e psicopatologia. Un approccio evolutivo relazionale. Astrolabio, Roma.

Albasi C., (2008b), Modelli Operativi Interni Dissociati, funzionamento mentale e psicopatologia. AeR-Abilitazione e Riabilitazione, n. 1, pp. 9-36.

Albasi C., Lasorsa C., Porcellini E., (2007), QFM-27. Questionario sul Funzionamento Mentale. In www.pdm-qfm.com

Bowlby J., (1980), Attaccamento e perdita, vol.3, La perdita della madre. Tr. It. Bollati Boringhieri, Torino 2000.

Ferenczi S., (1928), L’elasticità della tecnica psicoanalitica. In Opere, vol. 4. Tr. It. Raffaello Cortina, Milano 2002.

McWilliams N., (2004), Psicoterapia psicoanalitica. Tr. It. Raffaello Cortina, Milano 2006.

PDM Task Force, (2006), Manuale Diagnostico Psicodinamico. Tr. It. (a cura di Del Corno, Lingiardi) Raffaello Cortina, Milano 2008.