Storia

militare






UNA MISTERIOSA COSTRUZIONE A GHEDI

Tutto inizia nel 1943. Durante l’anno apparve evidente che la situazione stia evolvendo in modo favorevole per gli anglo americani nonostante la resistenza tedesca. Quando poi il fronte si stabilizza lungo la Linea Gotica, ai lati di questa vennero eretti sistemi difensivi costieri per impedire che una manovra Alleata di sbarco possa aggirarla.

Sul finire del 1944 appare però evidente che in caso di sfondamento della Gotica gli Alleati potrebbero irrompere nella pianura Padana e giungere in breve tempo al Passo del Brennero. I piani di difesa tedeschi si muovono perciò in due direzioni.

E’ dapprima presa in considerazione la possibilità di trasformare le principali città della Pianura Padana, prima fra tutte Milano, in capisaldi difensivi, sull'esempio di quanto già avvenuto a Stalingrado.

Alternativo a questo progetto è la costruzione di ulteriori linee difensive lungo il Po, il Ticino e in Veneto fino all'Alpenstellung (Ridotto Alpino), estrema fortificazione tedesca progettata sul suolo italiano.

Nelle retrovie, nei principali aeroporti controllati dall’aviazione germanica vengono nel frattempo avviate opere di fortificazioni per la difesa dei velivoli al suolo e del personale. In particolare vengono eretti muri paraschegge con pianta a C per proteggere i velivoli dalle azioni di mitragliamento e bombardamento. In particolare nell’area degli aeroporti di Ghedi e Montichiari in provincia di Brescia i tedeschi realizzano circa 65 chilometri di piste principali ed ausiliarie, piazzole di decentramento e bunker sparsi sul territorio.

Tra le opere avviate vi è in particolare una gigantesca costruzione, iniziata alla fine del 1943. Si tratta di un’opera in calcestruzzo, mai terminata, di cui esistono ancora oggi parti dei muri laterali, lunghi oltre 20 metri e spessi circa 6. Nelle spesse murature si trova una serie di nicchie in grado di ospitare alcune persone in piedi, con una funzione sconosciuta che secondo i testimoni intervistati hanno trovato impiego da parte degli operai come rifugi durante gli allarmi aerei.

Oggi parte della costruzione si trova sotto la superficie del suolo in un’enorme buca, in gran parte allagata e adibita a riserva di pesca, all’interno di un’azienda faunistica, nei pressi della Fattoria Prandoni. Secondo alcune testimonianze raccolte gli operai della TODT lavoravano 24 ore al giorno attorno a questa costruzione che una volta completata sarebbe dovuta risultare molto più lunga e coperta da una spessa volta di protezione superiore.

Nonostante i preparativi fatti questa costruzione non è mai stata ultimata e anzi sembra che i lavori si siano interrotti nell’ottobre del 1944. Se la costruzione di Ghedi non era una base di lancio per armi V, poteva essere un’installazione collegata all’impiego di velivoli a reazione tedeschi. Se non questo, cosa altro poteva giustificare l’impiego di oltre duemila metri cubi di calcestruzzo e di centinaia di operai in un momento di grave carenza di materie prime, per la costruzione di un’opera che non ha altri esempi in Italia?

A questa costruzione è dedicato un nostro articolo: Carlo Alfredo Clerici, Francesco Capelletto. Una costruzione misteriosa. Uniformi e Armi, giugno 2000, pgg. 32 - 35.

NUMBER RADIO

ll misterioso fenomeno delle Number station. Ne parlano Vincenzo Gambardella, Celeste Clerici e Carlo Alfredo Clerici su Storia e Battaglie di ottobre 2020.

ATOMICHE IN ITALIA

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MINISOMMERGIBILI DA INCURSIONE

"Davide e Golia. Tecnica ed impiego dei moderni mezzi da incursione navale" è un articolo dedicato alla storia e all'attualità dei minisommergibili militari da incursione, pubblicato da Rivista Italiana Difesa nell'aprile 1996 (pag. 80 - 87). Ne erano autori Carlo Alfredo Clerici e Silvio Poli. Un'esperienza molto interessante, resa possibile da questo articolo, fu la visita alla fabbrica Cos.mo.s. di Livorno, all'epoca importante produttrice di mezzi d'assalto.

minisommergibili da incursione.pdf

SCASSINATORI E SPIE

21 marzo 2020

ARTICOLO SU STORIA E BATTAGLIE

E' in edicola nella rivista Storia e Battaglie questo articolo che ho scritto con Claudio Ballicu su casseforti, criminali e spionaggio (Clerici CA, Ballicu C. Scassinatori e spie. Marzo 2020, pag. 39-45).

Con l'amico Claudio pubblicammo anni fa un volume (Ballicu C, Clerici CA. Casseforti a combinazione meccanica. Storia, tecnica e segreti a uso dei consumatori informati e degli studiosi. Youcanprint, Tricase 2011) dedicato alle casseforti a combinazione meccanica, che resta tuttora un caso unico sul mercato italiano.

UNA MISTERIOSA E STRANA STORIA DI MERCENARI SVIZZERI E DI BOMBE

20 gennaio 2020

ARTICOLO SU STORIA E BATTAGLIE

Una storia di esplosivi, mercenari svizzeri, terrorismo libico e servizi segreti internazionali. L’attentato al faro di San Domino alle isole Tremiti nel novembre 1987.

Su Storia & Battaglie di gennaio 2020 l'articolo di Carlo Alfredo Clerici e Diego Baggetti.

LE MIE PUBBLICAZIONI DI STORIA MILITARE

Sono stato autore di numerosi lavori su temi di storia e tecnica militare, in particolare dei tre volumi:

  • Clerici CA. Le difese costiere italiane nelle due guerre mondiali, Albertelli Edizioni Speciali, collana Storia Militare, Parma 1996.

  • Bianchi A, Clerici CA, Poli S. Droghe in guerra. Uso bellico di sostanze psicoattive. Ed. Mursia, Milano 1997.

  • Clerici CA, Lazzarini F. Gli artigli del Leòn. La Batteria “Amalfi” e le fortificazioni costiere di Venezia nelle due guerre mondiali. Con Furio Lazzarini. Albertelli Editore, Parma 1997. Prefazione di Massimo Cacciari.

Ho pubblicato anche più di un centinaio di lavori, su riviste storiche e divulgative, elencati nella sezione Ricerche storiche e varie alla pagina Pubblicazioni.

LE FORTIFICAZIONI DEL PASSO DELLA PRESOLANA

Più di vent’anni dopo tre dei fondatori del mitico Gruppo di Studio delle Fortificazioni Moderne esplorano le opere campali tedesche al Passo della Presolana.

Dalla primavera 1944 al marzo 1945, alla Cantoniera del passo della Presolana, in valle Seriana, furono realizzate trincee, camminamenti e bunker dall’organizzazione Todt che si avvaleva del lavoro d’operai civili di quelle vallate. Nella zona della Presolana alcune testimonianze riferiscono la costruzione di circa 250 postazioni generalmente scavate nella roccia viva e rivestite all'interno con tavole di legno. Segue

Fra i principali problemi che l'Organizzazione Todt dovette affrontare fu l'approvvigionamento di materiale da costruzione, soprattutto legname, considerato il tipo di lavori. Data l'estrema penuria di carburante e la costante minaccia di incursioni aeree che rendevano difficili i trasporti, il materiale necessario fu ricavato direttamente nelle zone di costruzione della linea fortificata. Questi lavori comportarono quindi il disboscamento di numerosi ettari di bosco sia per procurarsi il legname da costruzione sia per sgomberare i settori di tiro delle opere. Data la natura campale di questi sistemi fortificati non si era certi dell’esistenza sul terreno del lavoro di tanti civili arruolati nell’Organizzazione Todt per la costruzione di queste difese.

Per verificarne la collocazione e lo stato di conservazione nel settembre 2017 è stata condotta una ricognizione sul campo tre dei fondatori del GSFM (Gruppo di Studio delle Fortificazoni Moderne) associazione che nei primi anni Novanta diede il via allo studio sistematico delle fortificazioni della seconda guerra mondiale in Italia. In una giornata di bel tempo quindi si sono recati al passo della Presolana Gianpaolo Porta, Francesco Capelletto e Carlo Alfredo Clerici armati di macchine fotografiche, tablet e curiosità. La ricerca è stata avviata incrociando le immagini delle immagini satellitari con le notizie approssimative della dislocazione delle opere dell’epoca bellica. La prima opera trovata, ancor oggi visibile è il notevole il vallo anti carro realizzato poco sotto il Donico allo scopo di impedire l’arrivo di carri armati e mezzi pesanti anglo-americani, provenienti da Bergamo.

Lo scopo delle opere, al passo della Presolana, era quello di impedire l'eventuale aggiramento degli sbarramenti realizzati nelle valli principali (Ala, in val Lagarina, e Darfo, in val Camonica); la storia ci ha insegnato che il timore si rivelerà infondato perchè gli Alleati, risalendo da Bologna, puntarono direttamente a nord. E' probabile che la manovra a tenaglia (eseguita lungo il lago di Garda e la val Sugana) avesse proprio lo scopo di evitare lo sbarramento di Ala (a cui la Todt aveva riservato particolare cura essendo citato dallo stesso Hitler nella direttiva 60).

Cercando notizia sulla rete apprendiamo che a Castione della Presolana è stato poco tempo fa inaugurato il sentiero denominato “Al Squassì-Ratù-Scanapà” che partendo da Lantana si collega al Sentiero dei Carbonai e arriva fino alla cima del monte Scanapà, in prossimità della trincea della linea difensiva tedesca.

L’esplorazione sul campo inizia a Lantana (frazione di Castione della Presolana) e nella parte iniziale ricalca il sentiero “Al Squassì-Ratù-Scanapà” recentemente ripristinato. La traccia risale nel bosco il ripido versante ovest del monte Scanapà e ben presto raggiunge una grotta in apparenza naturale; nei pressi vi è una seconda cavità, poco profonda e certamente artificiale, prende corpo l’ipotesi che entrambe fossero scavi ed offrissero un riparo ai reparti che avrebbero dovuto impedire i tentativi Alleati di risalire la montagna dalla piana di Castione.

Proseguendo per debole traccia (comunque sempre ben segnalata da bolli di vernice rossa) si arriva ad intercettare il “sentiero dei carbonai”; dopo averlo percorso in piano, per alcuni metri, si riprende a salire fino a raggiungere le alte praterie dello Scanapà; qui la pendenza si accentua e il panorama sulla conca di Castione diventa sempre più ampio.

Poco prima di arrivare alla malga Scanapà si incontrano, finalmente, alcune tracce concrete dei lavori realizzati: dapprima una semplice trincea (ad impedire l’eventuale risalita delle fanterie nemiche) e a seguire due piazzole d’artiglieria collegate, attraverso camminamenti, ad una piccola riservetta oramai crollata.

Si tratta di manufatti eseguiti certamente in economia e per questo lo stato di conservazione non è ottimale.

Dalla malga Scanapà si raggiunge poi facilmente la grande croce di vetta, da cui i difensori avevano modo di scrutare l’intero settore (verso la conca di Castione, ad ovest, ma anche verso il fossato anticarro, a nord).

Scendendo ora in direzione del “castello orsetto” è possibile notare le infrastrutture viarie realizzate allo scopo di alimentare la linea.

Un sentiero ben tracciato scende con pendenza regolare fino alla malga Lantana e da qui poi ad un passo, appena evidente, che ci appare difeso da due trincee oramai appena abbozzate (ai lati del sentiero si notano due scavi del tutto identici e dunque artificiali…); è possibile che fossero a difesa del sottostante “castello orsetto” che certamente avrebbe assunto il ruolo di quartier generale del settore.

Il passo della Presolana è ora facilmente raggiungibile attraverso una bella strada sterrata; il mantenimento della quota e la quasi assenza di pendenze, ne svelano le origini ad uso militare.

Ben presto si perviene al valico e alle sue infrastrutture turistiche; il “grande albergo Franceschetti” (che ospitava i militi della legione Tagliamento) giace oramai abbandonato e in declino.

Si risale una sterrata in direzione Scanapà ma subito la si abbandona per proseguire lungo il “sentiero dei carbonai”; le cronache raccontano che la conca (ben visibile da qui) era stata completamente disboscata allo scopo di procurarsi legna da costruzione ed ottenere, contestualmente, un perfetto campo di tiro sulla sottostante strada statale.

Superate alcune piste da sci ed inforcata una deviazione (ben segnalata dai cartelli) si rientra nel bosco; qui è ancora possibile notare l’impercettibile presenza di una grande piazzola, servita da una trincea che serpeggia e si perde tra gli alberi; la troviamo ricolma dello scarto dei boscaioli e dunque ci appare chiaro quale sia stato il destino della quasi totalità di queste opere.

Proseguendo lungo il sentiero si perviene ancora ad un punto panoramico e da qui poi si scende rapidamente alla frazione Bratto-Dorga; è ora possibile raggiungere (lungo la via Postale) il fossato anticarro, realizzato sfruttando il solco naturale del torrente Campelli; i molteplici lavori, realizzati allo scopo di regimentare il flusso delle acque, hanno sostanzialmente eliminato qualsiasi traccia che possa confermare la presenza dello stesso ma è comunque interessante osservare la scelta strategica operata: le ultime propaggini rocciose del monte Scanapà a sud e la cresta del monte Sarradone (nel gruppo della Presolana) a nord, strozzano la valle in questo punto dividendo Castione dalla soprastante conca che adduce al valico; quest’ultima sarebbe poi stata difesa da un nugolo di postazioni campali realizzate su entrambe i versanti.

Attraverso la frazione di Dorga si ritorna a Lantana e dunque al punto di origine del nostro itinerario.


LE ESPERIENZE DEL GSFM (GRUPPO DI STUDIO DELLE FORTIFICAZIONI MODERNE)

Molte ricerche storiche che ho condotto sono state realizzate nell'ambito delle attività di questa associazione di cui sono stato fondatore nei primi anni Novanta e a lungo segretario, oppure in collaborazione con amici conosciuti in quella memorabile esperienza. Alcune attività dell'associazione possono essere vista alla pagina Facebook dedicata raggiungibile a questo Link

LA LEGGENDA DELLE PENNE ESPLOSIVE DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE IN ITALIA

Storia del presunto impiego delle penne esplosive da parte degli Alleati in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale.


Alcune voci giunte fino ai nostri giorni nella memoria di molti che vissero il periodo bellico riportavano che dopo i bombardamenti aerei fosse comuneimbattersi in oggetti a forma di penna, che esplodevano ai primi tentativi di manipolazione. Inquietanti cartelli, sparsi un pò dovunque, che ammonivano di non toccare questi oggetti, e i racconti sui giornali, incoraggiavano il diffondersi della storia delle penne.

Nonostante la grande diffusione di questi racconti è difficile reperire studi che abbiano raccolto e approfondito le notizie sul reale impiego di ordigni esplosivi mascherati da oggetti innocui.

Quella delle penne esplosive divenne tuttavia una delle voci più durature del periodo bellico in Italia. In questo video approfondiremo la vera storia delle penne esplosive.

Soggetto e realizzazione di Carlo Alfredo Clerici, montaggio e musiche di Alessandro Trapuzzano. SEGUE

Bibliografia

-A.A.V.V., Field Manual FM 5-31, Booby Traps, Department of the Army, Washington 1965.

-Bermani C., Spegni la luce che passa Pippo. Voci, leggende e miti della storia contemporanea. Odradek, Roma 1996.

-Bloch M., La guerra e le false notizie. Donzelli Editore, Roma 1994.

-Clark M., Quinta Armata Americana, Garzanti, Milano 1952.

-Clerici C.A., Capelletto F.. Le armi della guerra psicologica. Uniformi ed armi, febbraio 1994, 28 - 32.

-Clerici C.A.. Armi speciali per la guerra psicologica. Le penne esplosive tra realtà e propaganda. Storia e Battaglie, marzo 2006. Pag. 38 - 45.

-Minnery J., Fingertip firepower, pen guns, knives and bombs, Paladin Press, Boulder 1990.

Ringraziamenti

Un particolare ringraziamento va agli amici Francesco Capelletto, per l'aiuto fornito alle ricerche bibliografiche, e Silvio Tasselli per il prezioso contributo alle ricerche di documenti e alla revisione del testo.

Articolo sulle penne esplosive

Clerici CA. Armi speciali per la guerra psicologica. Le penne esplosive tra realtà e propaganda. Storia e Battaglie, marzo 2006. Pag. 38 - 45.

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LE MIE PUBBLICAZIONI DI STORIA E TECNICA MILITARE

Articoli di storia e varia

  1. Clerici CA. S.R.C.M., cinquant’anni di storia. Tacarmi, novembre 1987. Pag. 57 - 59 (ill. 10). Foto di Diego Baggetti.

  2. Clerici CA. Andar per forti. Armi e tiro, giugno 1991. Pag. 94 - 95.

  3. Clerici CA, Vajna De Pava E. La batteria costiera di Monte Moro, Panoplia, ottobre - dicembre 1991. Pag. 53.

  4. Clerici CA. Il Vallo Alpino. Panoplia, ottobre - dicembre 1992. Pag. 43.

  5. 
Clerici CA. La difesa costiera in Italia. Uniformi ed armi, febbraio 1993. Pag. 14 - 20.

  6. 
Clerici CA. Il colosso di Venezia. Uniformi ed armi, luglio 1993. Pag. 38 - 44.

  7. Clerici CA, Giardinieri V. La linea Sigfrido. Panoplia, luglio - settembre 1993. Pag. 33 - 37.

  8. Clerici CA, Capelletto F. Le armi della guerra psicologica. Uniformi ed armi, febbraio 1994. Pag. 28 - 32.

  9. Clerici CA. Il Vallo Alpino. Uniformi ed armi, febbraio 1994. Pag. 36 - 42.

  10. 
Clerici CA, Poli S. Il museo centrale delle Forze Armate Sovietiche. Rivista Storica, aprile 1994. Pag. 72 - 81.

  11. Clerici CA, Weisz Prytz HL. Das Land, wo das Festungswesen Freiwillige motiviert". Schweizer soldat, 1/94.

  12. Clerici CA. Robbins C. Anzio Express. Uniformi & Armi, maggio 1994. Pag. 14 - 15.

  13. Clerici CA, Modola G, Poli S. Il V-VS Museum Monino di Mosca. Foto di E. Faroni e G. Giannelli. Rivista Storica, giugno 1994.

  14. Clerici CA. Uniformi & Armi, settembre 1994, La difesa costiera del Golfo di Genova, pag. 35 - 41.

  15. Clerici CA, Torsoli F, Traverso F. La Linea Maginot: storia di successi e sconfitte. Rivista Storica, ottobre 1994. Pag. 16 - 22.

  16. Clerici CA, Poli S. Nuove fortificazioni per la pacifica Svizzera. Rivista Italiana Difesa, ottobre 1994. Pag. 82 - 85.

  17. Clerici CA, Poli S., Thun Panzermuseum. Rivista Storica, novembre 1994. Pag. 76 - 81.

  18. Clerici CA, Flocchini A. Appunti per una storia delle fortificazioni costiere italiane del XX secolo. Bollettino d’Archivio dell’Ufficio Storico della Marina Militare, giugno 1994. Pag. 153 - 169.

  19. Clerici CA. Il Ridotto Valtellinese. Uniformi & Armi, febbraio 1995. Pag. 6 - 14.

  20. Clerici CA, Poli S. Sostanze psicoattive di uso bellico e stati di coscienza alterata. Storia e attualità dell’uso di droghe ed armi psicochimiche. In allegato finestra di Antonio Bianchi su uso sciamanico delle droghe. Rivista Italiana Difesa, marzo 1995. Pag. 47 – 53.

  21. Clerici CA, Poli S. Una nuova arma per l’artiglieria da posizione svizzera: il sistema Bison. Rivista Italiana Difesa, aprile 1995. Pag. 50 - 52.

  22. Clerici CA, Poli S. TU - 22 Blinder e TU - 22 Backfire. Rivista Italiana Difesa, luglio 1995. Pag. 32 – 34.

  23. Clerici CA, Poli S. Idex ‘95. Rivista Italiana Difesa, luglio 1995. Pag. 50 - 59.

  24. Clerici CA. Attacco a Livorno. Storia Militare, luglio 1995. Pag. 34 - 38.

  25. Clerici CA. Andar per forti: come e perchè. Uniformi & Armi, luglio 1995. Pag. 36 - 39.

  26. Clerici CA, Izzi S, Poli S. 26. Automobili blindate: storia e tecnica. Rivista Italiana Difesa, agosto 1995. Pag. 82 – 86.

  27. Clerici CA, Poli S. Storia, attualità e sviluppi futuri delle armi biologiche. Rivista Italiana Difesa, settembre 1995. Pag. 76 – 80.

  28. Clerici CA. L’Organizzazione Todt e le sue attività in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Uniformi & Armi, ottobre 1995. Pag. 56 - 63.

  29. Clerici CA, Poli S. L’URSS e la ricerca del bombardiere supersonico. Rivista Italiana Difesa, novembre 1995. Pag. 44 – 46.

  30. Clerici CA, Poli S. Storia, tecnica e attualità della guerra psicologica. Rivista Italiana Difesa, novembre 1995. Pag. 78 – 83.

  31. Clerici CA, Comazzi AM. AIDS e trapianti: due casi recenti di disinformazione. Rivista Italiana Difesa, novembre 1995. Pag. 82.

  32. Clerici CA, Poli S. Nuove armi leggere russe per impieghi speciali. Tacarmi, dicembre 1995. Pag. 46 – 50.

  33. Clerici CA, Poli S. BEREG: difesa costiera alla russa. Rivista Italiana Difesa, gennaio 1996. Pag. 73.

  34. Clerici CA, Ragni F. Poli S. La storia delle armi nucleari in Italia. Rivista Italiana Difesa, gennaio 1996. Pag. 86 - 91.

  35. Clerici CA, Poli S. Droghe da guerra. Altrove (Società italiana per lo studio degli stati di coscienza), n° 3, gennaio 1996. Pag. 51 - 60.

  36. Clerici CA, Poli S. Davide e Golia. Tecnica ed impiego dei moderni mezzi da incursione navale. Rivista Italiana Difesa, aprile 1996. Pag. 80 - 87. Ì

  37. Clerici CA, Capelletto F, Poli S. Le misteriose attività sotterranee in Corea negli anni della Guerra Fredda. Rivista Storica, maggio 1996. Pag. 50 - 52. Ì

  38. Clerici CA, Muran G, Poli S. Le moderne fortificazioni di frontiera italiane. Rivista Italiana Difesa, giugno 1996. Pag. 91 - 97.

  39. Clerici CA, Sundkvist D, Poli S. 39. Fort Austrått: la fine dei cannoni della Gneisenau. Rivista Storica, giugno 1996. Pag. 23 - 25.

  40. Clerici CA, Poli S. Un’altra specie di guerra. Rivista Italiana Difesa, luglio 1996. Pag. 31.

  41. Clerici CA, Poli S. Il Tupolev Tu-95 Bear. Rivista Italiana Difesa, luglio 1996. Pag. 58 - 60.

  42. Clerici CA, Poli S. Il tramonto dell’artiglieria contraerea pesante. Rivista Italiana Difesa, luglio 1996. Pag. 92 – 97.

  43. Clerici CA. Festung Italien. Appunti per uno studio sulle tecniche di fortificazione tedesche in Italia. Uniformi & Armi, luglio 1996. Pag. 27 - 31.

  44. Clerici CA, Vajna De Pava E, Migos A. Coastal defences of Genoa during the Second World War. Fort, volume 23, 1995. Pag. 111 - 125.

  45. Clerici CA, Capelletto F, Poli S. 45. Le trombe di Gerico. Storia e tecnica dell’impiego bellico di fenomeni naturali e di armi per il loro controllo. Rivista Italiana Difesa, settembre 1996. Pag. 68 - 72.

  46. Clerici CA, Poli S. Primo Forum DEMINEX. Rivista Italiana Difesa, novembre 1996. Pag. 52 - 54.

  47. Clerici CA, Poli S. Il sistema d’arma FN HERSTAL 5,7 mm. Rivista Italiana Difesa, dicembre 1996. Pag. 62 - 64.

  48. Clerici CA, Capelletto F. Appunti per una storia delle fortificazioni moderne: la linea sul Ticino. IERI NOVARA OGGI, Annali di ricerca contemporanea dell’Istituto storico della resistenza in provincia di Novara “Piero Fornara”, aprile 1996. Pag. 307 - 321.

  49. Clerici CA, Capelletto F, Clerici EE. Le linee fortificate tedesche nel territorio pavese durante la seconda guerra mondiale. Bollettino della Società Pavese di Storia Patria, volume XLVIII, anno XCVI, 1996. Pag. 487 – 490.

  50. Clerici CA, Margelletti A, Poli S. Spooks, Spectres, Shadows: le cannoniere volanti. Rivista Italiana Difesa, gennaio 1997. Pag. 72 - 77.

  51. Clerici CA, Barbaresi A. Il Vallo Atlantico. Uniformi e Armi, gennaio 1997. Pag. 56 - 59.

  52. Clerici CA, Poli S. Storia della difesa antimissile. Rivista Italiana Difesa, febbraio 1997. Pag. 82 - 87, con Silvio Poli.

  53. Clerici CA, Izzi S, Poli S. Cent’anni sempre nel mirino. Veicoli blindati. AutoCapital, marzo 1997. Pag. 66 - 71.

  54. Clerici CA, Izzi V, Poli S. Oltre i limiti fisiologici dei piloti. Rivista Italiana Difesa, aprile 1997. Pag. 74 - 77.

  55. Clerici CA, Poli S. Idex 1997. Rivista Italiana Difesa, giugno 1997. Pag. 20 - 23.

  56. Clerici CA, Poli S. Guerriglia e difesa A.A.. Rivista Italiana Difesa, giugno 1997. Pag. 84 - 87.

  57. Clerici CA, Poli S. Le bombe nucleari tascabili e l’artiglieria nucleare. Rivista Italiana Difesa, agosto 1997. Pag. 87 - 89.

  58. Clerici CA. L’Alpenstellung. Storia Militare, agosto 1997. Pag. 13 - 17.

  59. Clerici CA. Le fortezze della perla nera. In visita alle difese costiere di Pantelleria. Uniformi e Armi, agosto 1997. Pag. 44 - 48.

  60. Clerici CA, Poli S. I tunnel di Cu-Chi. Uniformi e Armi, ottobre 1997. Pag. 60 - 63.

  61. Clerici CA, Poli S. Le bombe EMP: aspetti tecnici ed operativi. Rivista Italiana Difesa, dicembre 1997. Pag. 51 - 53.

  62. Clerici CA, Poli S. Il sistema lanciarazzi russo SMERCH. Rivista Italiana Difesa, dicembre 1997. Pag. 75 - 77.

  63. Clerici CA, Clerici EE. 1945: il Ridotto Valtellinese. Bollettino della Società Storica Valtellinese, n° 50, 1997. Pag. 269 – 290.

  64. Clerici CA, Poli S. Il sistema GORCHAK; nuove fortificazioni russe per l’esportazione. Rivista Italiana Difesa, gennaio 1998. Pag. 37.

  65. Clerici CA, Poli S. La divisione Brandenburg. Rivista Italiana Difesa, gennaio 1998. Pag. 80 - 84.

  66. Clerici CA, Poli S. Skunk Works. La “squadra corse” della Lockheed Martin e l’SR-71. Rivista Italiana Difesa, febbraio 1998. Pag. 60 - 63.

  67. Clerici CA, Poli S. L’industria della difesa croata. Rivista Italiana Difesa, marzo 1998. Pag. 47 - 49.

  68. Clerici CA, Tasselli S. La presa di Lampedusa. Storia MILITARE, aprile 1998. Pag. 4 - 12.

  69. Clerici CA, Poli S. Texan batte Super Tucano per l’NFTC canadese. Rivista Italiana Difesa, aprile 1998. Pag. 15.

  70. Clerici CA, Vajna De Pava E. Il muro dell’Ovest. Uniformi e Armi, giugno 1998. Pag. 16 - 20.

  71. Clerici CA, Poli S. Le mine che non potranno mai essere messe al bando. Rivista Italiana Difesa, luglio 1998. Pag. 75 – 77.

  72. Clerici CA, Poli S. Boeing C-17 in rotta per la Gran Bretagna. Rivista Italiana Difesa, agosto 1998. Pag. 12.

  73. Clerici CA, Poli S. Il progetto Paperclip. Rivista Italiana Difesa, settembre 1998. Pag. 82 - 86.

  74. Clerici CA. Bene Aermacchi nel ‘97. Rivista Italiana Difesa, settembre 1998. Pag. 18.

  75. Clerici CA, Poli S. 75. L’Avenger colpisce ancora. Rivista Italiana Difesa, ottobre 1998. Pag. 16.

  76. Clerici CA, Brigatti L, Poli S. 76. Storia: dal Far West alla Guerra del Golfo. Rivista Italiana Difesa, novembre 1998. Pag. 92 - 97.

  77. Clerici CA, Faroni E. Corazzate tedesche. Articolo sulla storia delle automobili Mercedes blindate. Classicar, settembre - ottobre 1998. Pag. 40 - 45.

  78. Clerici CA, Clerici EE. La battaglia delle Ceneri (14 febbraio 1945). Bollettino della Società Pavese di Storia Patria, anno XCVIII, 1998.Pag. 391 – 399.

  79. Clerici CA, Poli S. Fortificazioni segrete nella pacifica Svizzera. Articolo sulle più recenti fortificazioni della Confederazione Elvetica. RAIDS, dicembre 1999. Pag. 26 - 29.

  80. Clerici CA, Poli S. “Neger” ad Anzio. Articolo sulla storia dei siluri pilotati tedeschi durante la seconda guerra mondiale e dell’azione di Anzio nell’aprile 1944. Storia MILITARE, gennaio 1999. Pag. 46 - 52.

  81. Clerici CA, Poli S. La guerra genetica. Rivista Italiana Difesa, febbraio 1999. Pag. 72 - 73.

  82. Clerici CA. Positivo l’esercizio ’98 per la Fiat Avio. Rivista Italiana Difesa, maggio 1999. Pag. 18.

  83. Clerici CA, Poli S. Ancora guai per il THAAD: sesto flop consecutivo. Rivista Italiana Difesa, giugno 1999. Pag. 16.

  84. Clerici CA, Poli S. Storia: Arte tra cielo e mare. Rivista Italiana Difesa, luglio 1999. Pag. 80 - 81.

  85. Clerici CA. Cassiopea per l’Argentina. Rivista Italiana Difesa, luglio 1999. Pag. 10.

  86. Clerici CA. Mauser da 27 mm per il JSF. Rivista Italiana Difesa, settembre 1999. Pag.14.

  87. Clerici CA, Pesaresi P. Le difese costiere della Spezia. Uniformi e Armi, agosto/settembre 1999. Pag. 48 - 53.

  88. Clerici CA, Flocchini A, Robbins C. The 15” (381mm)/40 guns of the “Francesco Caracciolo” Class Battleships. Warship International, n°2, 1999. Pag. 151 - 157.

  89. Clerici CA, Poli S. Le chiavi delle armi nucleari. Rivista Italiana Difesa, novembre 1999. Pag. 76 - 80.

  90. Clerici CA, Poli S. Prospettive della guerra aerospaziale: la guerra parallela. Rivista Italiana Difesa, dicembre 1999. Pag. 74 - 77.

  91. Clerici CA. U-2 contro Global Hawk. Rivista Italiana Difesa, febbraio 2000. Pag. 18.

  92. Clerici CA, Poli S. Il MoD britannico cerca elicotteri. Rivista Italiana Difesa, marzo 2000. Pag. 16.

  93. Clerici CA, Capelletto F. Le fortificazioni della Rocca di Gibilterra. Storia & battaglie, marzo 2000. Pag. 25 - 30.

  94. Clerici CA. L’USAF divorzia dal Firefly. Rivista Italiana Difesa, aprile 2000. Pag. 15.

  95. Clerici CA, Capelletto F. Le fortificazioni tedesche lungo il Ticino durante la Seconda Guerra Mondiale. I quaderni del Ticino, 1° trimestre 2000. Pag. 9 - 15.

  96. Clerici CA, Capelletto F, De Pava V. Una scomoda eredità: le armi chimiche in Italia, dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi. Storia & battaglie, maggio 2000. Pag. 41 - 45.

  97. Clerici CA, Capelletto F. Una costruzione misteriosa. Uniformi e Armi, giugno 2000. Pag. 32 - 35.

  98. Clerici CA. Volge al termine la carriera delle Tarawa. Rivista Italiana Difesa, luglio 2000. Pag. 14.

  99. Clerici CA. Tutti insieme per accelerare l’EHF. Rivista Italiana Difesa, luglio 2000. Pag. 21.

  100. Clerici CA. Bene la Thomson nel’99. Rivista Italiana Difesa, agosto 2000. Pag. 17.

  101. Clerici CA. L’aeroporto di Pristina all’Aeronautica Militare. Rivista Italiana Difesa, settembre 2000. Pag. 14.

  102. Clerici CA. THAAD: chi sbaglia paga. Rivista Italiana Difesa, ottobre 2000. Pag. 15.

  103. Clerici CA. Galileo Industries per la navigazione satellitare. Rivista Italiana Difesa, novembre 2000. Pag. 19.

  104. Clerici CA. Sistemi di sminamento tedeschi in Corea. Rivista Italiana Difesa, dicembre 2000. Pag. 8.

  105. Clerici CA. Sei corvette A-69 dalla Francia alla Turchia. Rivista Italiana Difesa, gennaio 2001. Pag. 16.

  106. Clerici CA, Capelletto F, De Pava V. Storia delle armi nucleari in Italia. Storia & battaglie, marzo 2001. Pag. 38 - 42 (prima parte).

  107. Clerici CA. A Swan Hunter le ALSL. Rivista Italiana Difesa, marzo 2001. Pag. 10.

  108. Clerici CA.. Aumenti limitati per la difesa giapponese. Rivista Italiana Difesa, aprile 2001. Pag. 8.

  109. Clerici CA. Costituita SOSTAR per il programma NATO AGS. Rivista Italiana Difesa, aprile 2001. Pag. 16.

  110. Clerici CA. Munizionamento antipersonale per i carri M1 ABRAMS statunitensi. Rivista Italiana Difesa, maggio 2001. Pag. 9.

  111. Clerici CA, Capelletto F, De Pava V. Storia delle armi nucleari in Italia. Storia & battaglie, maggio 2001. Pag. 28 - 31 (seconda parte).

  112. Clerici CA, Capelletto F, De Pava V. La linea Cadorna. Storia delle fortificazioni lungo il confine italo-svizzero durante la I G.M.. Uniformi e Armi, settembre 2001. Pag. 30 - 34.

  113. Clerici CA, Capelletto F, Guglielmi D. Due torrette misteriose. Uniformi e Armi, settembre 2001. Pag. 58 - 59.

  114. Clerici CA,Steffano G. Medici in prima linea. La Sanità Militare Italiana nelle due guerre mondiali. Uniformi e armi, ottobre 2001. Pag. 36 - 42.

  115. Clerici CA. Le armi biologiche, fra impiego terroristico e guerra psicologica. Raids, novembre 2001. Pag. 14 – 17.

  116. Clerici CA, Capelletto F, De Pava V. Missili nucleari in Puglia. Storia & battaglie, ottobre 200. 2Pag. 10 – 13.

  117. Clerici CA. Armi speciali per la guerra psicologica. Le penne esplosive tra realtà e propaganda. Storia e Battaglie, marzo 2006. Pag. 38 - 45.

  118. Clerici CA. Moderne fortificazioni contro i turchi. Le difese costiere di Rodi e delle altre isole del Dodecaneso. Il Giornalino delle fortificazioni (a cura dell’Associazione Italiana Studio Fortificazioni). 2016.

  119. Clerici CA. Storia militare. La Maginot italiana. Libero. 26 agosto 2017. Pag. 13.

  120. Clerici CA, Casey L. Invulnerabili. Le armi da fuoco e la magia. La vetrina delle armi, Agosto 2017, n. 147, pag. 106-109.

  121. Clerici CA, Invernizzi R. Armi e rischio di abuso. Luoghi comuni ed evidenze scientifiche. La vetrina delle armi, Novembre 2017, n. 150, pag. 98-105.

  122. Clerici CA, Acerra S. Armi da circo. Storia del tiro acrobatico e altre prodezze. La vetrina delle armi, Febbraio 2018, n. 153, pag. 106-111.

  123. Clerici CA. Le fortificazioni tedesche della Seconda Guerra Mondiale al Passo della Presolana. Il Giornalino delle fortificazioni (a cura dell’Associazione Italiana Studio Fortificazioni). Anno 3, n. 9, 31 dicembre 2017, pag. 6-13.

  124. Clerici CA, Capelletto F, Porta G. Testimonianze della Guerra Fredda contro i turchi. Le moderne fortificazioni greche sulle isole del Dodecaneso. Storia & Battaglie, giugno 2019, pag. 31-39.

  125. Clerici CA, Baggetti D. La strana storia del faro di San Domino. Una pagina misteriosa della guerra segreta in Italia. Storia & Battaglie, gennaio 2020, pag. 26-32.

  126. Clerici CA, Ballicu C. Scassinatori e spie. Storia & Battaglie, marzo 2020, pag. 39-45.

  127. Clerici CA, Capelletto F, Porta G. Bunker e paranoia. Storia delle fortificazioni albanesi ai tempi della Guerra Fredda. Storia & Battaglie, luglio 2020, pag. 12-19.

  128. Gambardella V, Clerici C, Clerici CA. Il fenomeno delle Number Station; un mistero dell'etere. Storia & Battaglie, ottobre 2020, pag. 44-46.


FORTIFICAZIONI DELLA GUERRA FREDDA IN FRIULI

Sempre molto interessanti le predisposizioni difensive della guerra fredda al confine orientale italiano. Avevo visitato poco prima della dismissione alcune opere di montagna ancora armate da cui avevo ricavato questa pubblicazione: Clerici CA, Muran G, Poli S. Le moderne fortificazioni di frontiera italiane. Rivista Italiana Difesa, giugno 1996. Pag. 91 - 97.

Recentemente ho visitato alcune opere sul Tagliamento e sul Carso oggi adibite a musei.

Per informazioni

Associazione Nazionale Fanti Arresto

Fanteria d'arresto

Vecio.it